La volta scorsa abbiamo affrontato l’argomento sulla materia partendo dal pensiero di Empedocle vissuto nel V secolo a.C. epoca in cui si credeva che la composizione dei 4 elementi creassero l’intero Universo, al pensiero materialista del “io sono un corpo” del tempo di Democrito a quello di Platone dove si pensava che le idee universali costituissero la realtà.

Da questi pensieri vi sono state delle evoluzioni, o dei cambi totali “di tendenza” come potremmo dire oggi, e si è passati al concetto di tre tipi di anime di Aristotele ed alla sua teoria della generazione spontanea, ma vediamo meglio.

Aristotele, nato a Stagira in Grecia nel 384 a.C. e deceduto a Eubea in Grecia il 322 a.C., sosteneva che l’Universo materiale aveva sia materia che forma e quest’ultima era la sua anima (bisogna considerare il fatto che per i greci l’anima, parola latina, non era considerata come oggi noi la consideriamo, quindi l’anima per loro era quella che noi definiamo psiche) e che vi erano tre tipi di anime:

  • vegetativa: apparteneva alle piante e le faceva crescere, nutrire e morire, ma non permetteva loro di avere sensazioni e movimento
  • animale: apparteneva agli animali, l’uomo ne era escluso, permettendo loro di avere sensazioni e movimento
  • razionale: l’aveva solamente l’essere umano ed era la fonte del ragionamento e della coscienza.

Oltre a questa teoria sosteneva che ogni anima superiore includesse le anime inferiori, in sostanza l’uomo le aveva tutte e tre, mentre le piante avevano solamente quella vegetativa, in più credeva che la forma non potesse esistere senza la materia e di conseguenza l’anima non potesse esservi senza un corpo, mentre la materia poteva esistere senza una forma.

Bisogna considerare il fatto che nella realtà una forma solamente nella mente di una persona può essere separata dalla materia e c’è il pensiero odierno che il mondo che ci circonda non è altro che un’illusione creata da forze spirituali che intorno a noi agiscono.

La scienza, quella che noi conosciamo come classica, studia la materia con test ed esperimenti per poter arrivare a risultati scientifici; mentre la scienza che fa studi sulle forme separandole in modo astratto dalla materia non può avere una sperimentazione scientifica.

Aristotele aveva anche proposto una teoria sulla formazione di esseri viventi senza quello che potremmo definire “albero genealogico”, ossia che alcuni organismi non nascevano da loro simili ma da tutt’altra cosa, sorse infatti in quell’epoca il pensiero detto “generazione spontanea” ossia quello che dichiarava che vi erano esseri viventi non nati da genitori della loro specie, ma da materia differente come ad esempio le pulci che avevano origine dalla polvere e si credeva che fossero gli elementi naturali a donare loro la vita, oggi tutto questo ci pare molto assurdo e lontano dalla realtà ma dobbiamo renderci conto che le conoscenze di più di duemila anni fa erano ancora ai primordi e quindi ritenute vere per quell’epoca in cui ancora molta strada doveva essere percorsa ed in cui una parte delle vecchie teorie sono state validate, mentre altre come questa rigettate, questa in particolare fu non avvalorata e considerata errata con gli esperimenti di Louis Pasteur nel 1859 che andò anche ad approfondire le indagini effettuate dai suoi predecessori come ad esempio Redi Francesco.

Redi Francesco (medico e pioniere della biologia sperimentale nato il 18 febbraio 1626 ad Arezzo e deceduto il 1’ marzo del 1697 a Pisa) fu tra i primi ad applicare alle scienze naturali il metodo sperimentale e nel 1668 dimostrò che la generazione spontanea era falsa relativamente agli insetti, tra le sue ricerche si annovera anche quella del 1684 sui vermi parassiti nell’uomo da lui sostenuta per primo con metodica e ricerca estesa.

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La scorsa volta abbiamo parlato delle ossa degli arti superiori: polso e mano, la prossima volta parleremo delle ossa del cranio.

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Laura Barocci - Operatrice in discipline Bio-Naturali - Partita IVA IT03346200102 - C.F. BRCLRA65S69D969V
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