Per poter comprendere meglio i trattamenti di carattere energetico è bene affrontare un argomento comune a tutti, ossia quello dell’energia negativa e positiva e tutto ciò che ad essa è collegato.

Esse nascono da una filosofia orientale dove vengono presi in considerazione il positivo ed il negativo, ossia lo yin e lo yang identificati nel simbolo del Tao.

Nelle filosofie orientali e nella medicina cinese essi rappresentano le energie dell’universo che sono opposte e complementari, ossia che una non può esistere senza l’altra e che una si completa con l’altra, questa loro interazione fa si che “il tutto” funzioni perfettamente bene, quindi che vi sia il giusto equilibrio.

Lo yang è associato al polo positivo dell’energia, mentre lo yin è la parte negativa; l’uomo è considerato lo yang, mentre la donna è lo yin, se fosse una casa lo yin sono le fondamenta e lo yang i muri e le finestre.

Il problema nasce quando questo equilibrio salta, ossia se vi è troppo yin o troppo yang, infatti troppo yang brucia e consuma è immobilità, mentre troppo yin toglie movimento, vi è una carenza vitale.

Vi è un concetto di opposizione ove si esprime una differenza e la divergenza tra le due entità, ad esempio il giorno e la notte, il caldo ed il freddo, l’uomo e la donna, il basso e l’alto, il fuori ed il dentro, il pesante ed il leggero, il positivo ed il negativo e così via; nasce il concetto di interazione, ossia il principio secondo il quale in natura elementi dello stesso segno si respingono, mentre quelli di segno opposto si attraggono sino ad avvicinarsi ed unirsi per raggiungere un sistema di dinamismo equilibrato.

Importante è tenere sempre a mente che ciascuno dei due elementi non può esistere senza l’altro in quanto ognuno dei due contiene la radice dell’altro e nell’altro sfocia : se esistesse solo lo yang questo esploderebbe, se esistesse solo yin questo collasserebbe.

Guardando il simbolo dello yin e dello yang salta subito all’occhio come la piccola porzione della polarità contraria si innesca nell’altra parte facendo partire processi di mutamento senza il quale ci sarebbe una stasi, ossia una mancanza di crescita e tutto rimarrebbe cristallizzato e verrebbe a mancare anche la vita stessa.

Vige la legge dell’equilibrio dove nessuno dei due elementi, nella sua relazione con l’altro, deve diventare troppo forte perché in tal caso lo sopraffarebbe, ma non deve neppure accadere il contrario, quindi diventare troppo debole e soccombere, importante è il costante equilibrio tra queste due forze, se si potessero identificare fisicamente è come porre su un piatto della bilancia un peso identico a quello che si pone sull’altro piatto, se uno dovesse pesare di meno o di più ci sarebbe squilibrio e se questo fosse eccessivo la bilancia potrebbe crollare.

Le anomalie della legge dell’equilibrio debbono seguire la legge della trasformazione, quindi quando l’energia di uno dei due elementi diventa troppo forte rispetto all’altro, questa si deve trasformare in energia dell’altro elemento per ristabilire l’equilibrio.

Bisogna sempre analizzare i possibili squilibri e cercare di capire se vi è troppo yin o troppo yang, ad esempio:

  • se un uomo giovane, sportivo, dinamico e robusto viene colpito da una violenta febbre, abbiamo un disturbo di tipo yang in un soggetto yang e ci troviamo quindi nel caso, “yang nello yang”, quindi abbiamo un eccesso di yang.
  • se una donna anziana, pallida e curva viene colpita da una violenta febbre abbiamo un disturbo di tipo yang in un soggetto yin, siamo nel caso “yang nello yin”, e siamo quindi in presenza di una carenza di yin.
  • se un uomo giovane, sportivo, dinamico e robusto lamenta una lombosciatalgia di vecchia data, con dolore sordo quasi sempre presente, ma più fastidioso la notte; abbiamo qui un disturbo di tipo yin in un soggetto yang e siamo quindi nel caso di carenza di yang.
  • se una donna anziana, pallida e curva lamenta una lombasciatalgia di vecchia data, con dolore sordo quasi sempre presente, ma più fastidioso la notte, abbiamo yin nello yin e vi è quindi un eccesso di yin

A questo punto ci si può trovare davanti a quattro possibili strade:

eccesso di yang ( yang nello yang)

Quindi bisogna alzare e tonificare lo yin.

Occorre abbassare, disperdere lo yang fino a riportarlo ad un livello normale; quando la fase acuta del dolore si attenua, può anche essere utile alzare e tonificare lo yin.

carenza di yin (yang nello yin)

Quindi bisogna disperdere lo yang.

La prima cosa da fare è di tonificare lo yin e se il dolore è particolarmente fastidioso si cercherà anche di disperdere lo yang.

carenza di yang (yin nello yang)

Quindi bisogna tonificare lo yang.

Si ha una malattia “anziana” in un soggetto giovane, l’acqua nel fuoco; se alziamo il fuoco l’acqua evapora quindi bisogna tonificare lo yang.

eccesso di yin (yin nello yin)

Quindi bisogna tonificare lo yang.  

La malattia “anziana” è nel soggetto anziano, c’è troppa acqua nell’acqua, non bisogna però “vuotare il secchio”, perché l’acqua (lo yin) è la base, le fondamenta, l’energia vitale; disperdere lo yin significa togliere forza alle   fondamenta, e ciò è male; quindi, anche in questo caso, si andrà a tonificare lo  yang.

Il taoismo 

Il taoismo è una religione ed una filosofia di vita, appartiene alla tradizione cinese dove lo yin e lo yang sono racchiusi in un cerchio e la forza è data dal movimento dell’energia Qi tra questi due poli opposti.

Lo yin e lo yang si trasformano continuamente una nell’altro e non possono essere separati in quanto si auto generano.

Il taoismo si fonda sul tao che è un flusso vitale che da origine a tutto ed il suo simbolo è quello che generalmente si attribuisce allo yin e yang,.

Esso è un cerchio con all’interno una parte scura ed una chiara ove all’interno di una c’è un cerchietto dell’altra con la concezione che questi si possono riequilibrare.

Il taoismo applicò diverse pratiche per rendere perfetto l’equilibrio psicofisico nell’uomo: diete alimentari, tecniche respiratorie, sessuali, contemplative e ginniche.

I principi basilari della filosofia taoista sono:

  • unità (il tutto, olos)
  • armonia (l’energia fluisce liberamente)
  • mutamento (tutto muta continuamente, il caos che mette in crisi aiuta anche nella crescita e l’adattamento a meravigliose opportunità)
  • spontaneità (deve fluire dal cuore)
  • non interferenza (la natura ci porta sempre ad una condizione di omeostasi, basta non interferire con essa)

La scorsa volta abbiamo affrontato l’argomento su 7′ chakra, se hai perso la prima parte clicca qui ed il percorso del massaggio.

Lunedì prossimo parleremo del Karma mentre giovedì parleremo dell’ambiente di lavoro per questa professione.

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Laura Barocci - Operatrice in discipline Bio-Naturali - Partita IVA IT03346200102 - C.F. BRCLRA65S69D969V
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