Il termine “bio” si riferisce al nostro corpo, “psico” alla nostra mente e “sociale” all’ambiente che ci circonda.

Il concetto del “biopsicosociale” rappresenta un approccio innovativo e poliedrico nell’analisi e comprensione della salute e del benessere delle persone. Questo modello, introdotto negli anni ’70 dal noto medico statunitense George L. Engel, ha rivoluzionato radicalmente il punto di vista tradizionale che vedeva la malattia come il risultato esclusivo di alterazioni biologiche. Engel, con la sua visione avanguardista, ha enfatizzato il legame indissolubile tra elementi biologici, psicologici e sociali nell’incidenza sullo stato di salute di un individuo.

L’approccio biopsicosociale, in contrasto con la prospettiva strettamente biologica, ha introdotto un nuovo schema concettuale. Secondo questo approccio, la salute e la malattia sono influenzate dall’interazione complessa di tre sfere fondamentali: quella biologica, che comprende i tratti genetici, il funzionamento fisiologico e i processi biochimici; quella psicologica, che abbraccia emozioni, percezioni, credenze e modelli cognitivi; e quella sociale, che coinvolge l’ambiente sociale, le relazioni interpersonali e i fattori socioeconomici. Queste tre dimensioni sono intrecciate in una rete dinamica di influenze reciproche.

Un esempio concreto dell’applicazione del modello biopsicosociale è la comprensione della depressione. Secondo questa prospettiva, la depressione non può essere semplificata in una mera disfunzione biologica, ma è il risultato di un intricato insieme di fattori. Una predisposizione genetica potrebbe aumentare la suscettibilità, ma sono i fattori psicologici come lo stress cronico e i modelli di pensiero negativi che interagiscono con le variabili sociali come le relazioni conflittuali e l’isolamento sociale, a configurare il quadro depressivo. Pertanto, il modello biopsicosociale propone un’analisi completa della salute mentale, comprendendo le sfaccettature biologiche, psicologiche e sociali.

L’essenza del “biopsicosociale” risiede nella rappresentazione olistica dell’individuo. Questo approccio non separa il corpo dalla mente né dall’ambiente circostante; al contrario, abbraccia la loro interconnessione e interdipendenza. Il benessere di una persona non può essere affrontato isolando una di queste componenti, ma solo considerando l’intero contesto dell’esperienza individuale. Questo principio si riflette nella vasta gamma di campi in cui il modello biopsicosociale trova applicazione, dall’ambito medico a quello psicologico, sociologico e oltre.

Un’evoluzione recente del modello biopsicosociale è rappresentata dall’introduzione del concetto di “quantum training” e dal ruolo del “quantum trainer”. Sebbene i prefissi “bio”, “psico” e “sociale” mantengano i loro significati originari, il “quantum training” sposta l’attenzione sull’ambiente e sul benessere complessivo, quindi si occupa dell’aspetto sociale. La seduta di quantum training rappresenta un’opportunità di supporto per coloro che affrontano sfide e situazioni stressanti. Il professionista di quantum training si dedica alla promozione del benessere attraverso la prospettiva della “salutogenesi”, il suo compito è quello di stimolare le capacità di reazione delle persone aiutandole a trovare il giusto comportamento e la giusta visione per promuovere un equilibrio generale e creare un benessere ottimale.

Il “quantum trainer” assume un ruolo attivo nel facilitare la comprensione delle proprie capacità di adattamento e nel fornire strumenti per affrontare le difficoltà in modo equilibrato. Questo approccio si allinea perfettamente con la prospettiva biopsicosociale, poiché promuove un’impostazione globale e consapevole dell’individuo. Potenziare le capacità di adattamento delle persone riguarda non solo la sfera individuale, ma anche il contesto sociale e le dinamiche relazionali, ribadendo ancora una volta l’intreccio delle sfere biologiche, psicologiche e sociali.

Il concetto di “biopsicosociale” rappresenta una svolta paradigmatica nella comprensione della salute e del benessere umano. Esso abbraccia la complessità delle influenze biologiche, psicologiche e sociali che agiscono sinergicamente per definire lo stato di salute e benessere di una persona. L’aggiunta del “quantum training” espande ulteriormente questa prospettiva, ponendo l’attenzione sull’ambiente e sul benessere generale. Questo modello richiama costantemente a considerare l’individuo nella sua completezza considerando l’intreccio di molteplici fattori.

Continua …

Nel prossimo post, procederemo ad approfondire ulteriormente le terminologie pertinenti, al fine di ampliare la nostra comprensione di tali contesti e avvicinarci all’identificazione delle diverse figure di supporto psicologico ed emotivo esistenti.

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