Riflessologia

La riflessologia è una pratica che consiste nello stimolare i punti riflessi connessi con le varie parti del corpo.

Vi sono varie tecniche di riflessologia, la più conosciuta è quella plantare ma esistono anche quella della mano e dell’orecchio.

Le zone riflesse sono punti su cui si agisce con un determinato tocco per arrivare all’organo attraverso i meridiani, che sono canali energetici, condizionando positivamente l’organo sul quale viene effettuato il trattamento o lo stato d’animo.

La riflessologia plantare è una tecnica in cui si riequilibra l’energia e si vanno a trattare tutti gli organi interni ed esterni tramite i riflessi che vi sono nei piedi, questo aiuta a riequilibrare squilibri che possono esservi e che possono causare una mancanza di benessere.

La riflessologia plantare è nata, per caso, circa 4.000 anni fa quando i piedi erano considerati più importanti di oggi.

I nostri piedi, da quando ci siamo “industrializzati”, tendiamo a nasconderli ed a trattarli con poco riguardo, quasi come se fossero qualcosa di sporco e sconveniente, ma hanno sempre avuto una parte fondamentale nell’esistenza dell’uomo.

I monaci dell’antica Cina, che percorrevano lunghe distanze a piedi, capirono che queste appendici in fondo alle gambe, oltre ad essere un’ insostituibile mezzo di locomozione, erano anche qualcos’altro, un contatto con la terra e, per estensione, un collegamento fra la Terra e l’Uomo.

Si deve considerare che all’epoca non vi erano neppure ausili per la deambulazione e che i piedi avevano un’importanza ancora maggiore rispetto ad oggi, venivano curati e girare scalzi faceva si che venissero allenati di più diventando più resistenti e robusti.

Forse un monaco scoprì, per caso, toccando i piedi, punti particolari che davano benefici, ad esempio diminuiva il mal di testa, il mal di denti, la digestione migliorava, etc.

Il gradino successivo fu il comprendere come vi fosse un collegamento, molto forte, tra il piede e tutto il resto del corpo.

Nacque così una forma di massaggio zonale che, andando al di là del semplice piacere di massaggiarsi il piede, diventava una vera e propria tecnica di cura che fu nel tempo modificata, codificata ed ampliata.

Nella medicina cinese i piedi sono considerati due cuori accessori perchè ad esso mandano sangue.

Il termine “Riflessologia Plantare” si spiega da sé:

  • “plantare” perché si lavora sulla pianta del piede;
  • “riflessologia” perché si lavora per l’appunto sui “riflessi” del corpo sul piede.

I punti che vengono toccati portano a canali energetici come avviene per l’agopuntura, ma non tutti i punti della riflessologia plantare sono gli stessi dell’agopuntura.

La parte su cui si lavorerà maggiormente è la pianta del piede, ma alcune tecniche possono richiedere di andare ad operare anche sul collo del piede, sul suo dorso, sulla caviglia o sul tendine calcaneare.

Si useranno sempre le dita della mano, una per volta, due per volta o anche tutte e cinque assieme; si eserciteranno tipi di pressione ritmica con andamento lineare, circolare, pressione-rilascio, strisciamento, percussione, a seconda del punto da trattare.

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Laura Barocci - Operatrice in discipline Bio-Naturali - Partita IVA IT03346200102 - © 2021. Tutti i diritti riservati.