La riflessologia plantare è un trattamento che viene effettuato ai piedi, con un beneficio per tutto il corpo, si svolge con delle pressioni su punti che corrispondono a determinati organi o con un movimento detto “a vermetto” con il quale il dito si sposta avanzando e senza staccarsi dalla pelle.

Le tecniche riflessologiche seguono due forme di pensiero: l’orientale e l’occidentale, in comune hanno lo stesso principio, ossia che ci sono zone riflesse che vanno stimolate, la differenza consiste sul tipo di medicina, quella orientale si basa sulla medicina cinese ed i punti riflessi corrispondono quasi totalmente ai punti dell’agopuntura e le pressioni possono essere anche forti, mentre quella occidentale si basa sulla medicina convenzionale occidentale, le pressioni non superano la soglia di sopportazione del soggetto trattato.

Quelle più conosciute sono la tradizionale cinese del maestro Ming Wong, il metodo On Son Su e quella occidentale del dottore William Fitzgerald che da il nome alla tecnica.

Termine riflessologia plantare

Il termine riflessologia plantare deriva da plantare, perché si lavora  principalmente sulla pianta del piede, e da riflessologia perché si lavora sui punti riflessi.

Come nasce la riflessologia plantare

La riflessologia plantare nasce in epoche remote.

 Vi sono testimonianze risalenti all’antica civiltà cinese ed egiziana,  intorno anche a 4000 anni fa quando i piedi erano più considerati di oggi.

I nostri piedi, da quando ci siamo industrializzati, vengono  tenuti nascosti in scomode scarpe del tutto innaturali, infatti in natura siamo gli unici ad indossarle.

Spesso i piedi vengono poco considerati e visti come qualcosa di sporco e sconveniente anche se hanno sempre avuto un ruolo fondamentale nella nostra vita.

I monaci dell’antica Cina percorrevano lunghe distanze a piedi e capirono la loro importanza; essi erano un collegamento tra la terra, con la quale avevano un contatto, e l’uomo.

Considerando anche il fatto che non vi erano ausili per la deambulazione i piedi venivano curati di più ed il girare scalzi era più importante rispetto ai giorni nostri.

Probabilmente un monaco scoprì, toccandoseli, dei punti particolarmente benefici che facevano diminuire un dolore od un disturbo come ad esempio: il mal di testa, il mal di denti, migliorava la digestione e così via.

Da queste osservazioni nacque la comprensione che vi erano dei collegamenti tra il piede ed il resto dl corpo dando così il via ad un massaggio zonale che con il tempo sviluppò una vera e propria tecnica che poi venne modificata, codificata ed ampliata.

Nella medicina cinese i piedi vengono considerati come due cuori in quanto sospingono il sangue verso il torace.

 Il ragionamento orientale ed occidentale

Oggi siamo abituati a ragionare secondo il principio induttivo-deduttivo e non ci  addentriamo in complesse astrazioni filosofiche; in sostanza deduciamo in base ad alcuni principi, che consideriamo scontati ed assodati, con determinati risultati.

Tanto per fare un esempio accettiamo la legge di gravità sapendo che ogni corpo viene attratto verso il centro della terra per mezzo della sua forza (centripeta), quindi se tolgo le gambe ad un tavolo il piano del tavolo cadranno sul pavimento, per gli antichi cinesi il ragionamento seguiva un principio di similitudine: togliere le gambe ad un tavolo era come ammalarsi e rimetterle riportava ad una buona salute.

Il ragionamento si distanzia notevolmente da quello occidentale ovvero un tavolo senza gambe è un tavolo che cade, mentre per l’antica Cina è un passaggio dalla salute alla malattia.

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La scorsa volta abbiamo parlato della pranoterapia : esperimenti scientifici e di laboratorio contro il pensiero dell’effetto placebo, la prossima volta parleremo della pranoterapia : perchè si può essere pranoterapeuta e che tipologie ci sono.

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Laura Barocci - Operatrice in discipline Bio-Naturali - Partita IVA IT03346200102 - C.F. BRCLRA65S69D969V
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