Albert Einstein, famoso per la teoria della relatività, mostrò l’esistenza degli atomi aprendo le porte a quella che diventerà la meccanica dei quanti.

La teoria della relatività mostra come il tempo sia diverso, ad esempio, tra due persone che si trovano a parlare insieme: nel momento in cui una persona parla è il suo presente, ma la sua voce impiega un lasso di tempo, seppur piccolissimo e quasi impercettibile, per raggiungere l’udito del suo interlocutore, quindi chi ascolta sta sentendo le parole che sono già state pronunciate in sostanza chi ascolta sente parole pronunciate in passato.

Tutto questo pare quasi assurdo, ma se si fa su grande scala non sempre il presente corrisponde al presente basti pensare che noi vediamo la luce delle stelle che potrebbero già essere spente, ma a noi arriva la loro luce emessa nel passato.

Questo spazio/tempo, qui spiegato in modo molto elementare, è il concetto che rivoluzionò la scienza classica dando origine ad una prospettiva assai diversa, nulla era più assoluto ma tutto era relativo e stabilì che la velocità di propagazione della luce era di 300.000 Km/s indipendentemente da chi la osservava.

Einstein era contro alle nuove idee relative alla quantistica in quanto non accettava un elemento tra quelli fondamentali di queste leggi fisiche: la probabilità, eppure la meccanica quantistica deve molto agli studi di questo famosissimo premio Nobel.

Spesso si trovò a discutere con Niels Bohr, fisico danese che contribuì allo studio degli atomi ed alla meccanica quantistica della quale fu grande sostenitore.

La fisica quantistica iniziò il suo cammino nel 1900 grazie a Max Planck ed al suo lavoro sullo spettro del corpo nero: un corpo caldo diventa luminoso e di conseguenza emette una luce che è una radiazione elettromagnetica che aumenta con l’aumentare della frequenza sino ad arrivare ad un punto massimo oltre al quale diminuisce sino a zero, questo corpo ha uno spettro detto corpo nero ossia un’intensità o densità di radiazione che viene emessa a seconda della frequenza e della lunghezza d’onda.

Planck dichiarò che gli scambi di energia in fenomeni di radiazioni elettromagnetiche non avvengono in forma continua, al contrario di quanto veniva sostenuto dalle teorie del suo tempo in relazione a questo argomento, ma avvengono in forma discreta ed in proporzione alla loro frequenza di oscillazione in base ad una costante che è universale.

Ottenne il premio Nobel per la fisica grazie alla sua teoria dei quanti: gli atomi assorbono ed emettono radiazioni in modo discontinuo, quindi vi sono le varianti dovute alla quantità di energia finita e discreta e di conseguenza l’energia, così come accade per la materia, può essere rappresentata sotto forma di granuli invisibili, ossia i quanti.

L’energia quantistica è presente in tutti gli esseri viventi che assorbono tutte le energie che li circondano presenti nell’universo ed ha la capacità di autoguarigione, essa è la forza vitale.

L’energia viene assorbita con la respirazione e con l’alimentazione ed il giusto apporto di energia e distribuzione di essa all’interno del corpo fanno si che si possa vivere in un equilibrio che porta all’omeostasi.

La medicina quantistica è di grande aiuto per poter comprendere questi fenomeni andando anche ad esplorare l’anatomia energetica del soggetto ripristinandone il giusto equilibrio.

La meccanica quantistica, detta anche teoria dei quanti, è stata l’unica a spiegare il comportamento della materia al livello più piccolo possibile, quindi in un mondo microscopico: essa spiega il comportamento della materia, delle radiazioni e delle interazioni che vi sono prendendo in considerazione il mondo sotto il profilo dell’energia atomica e subatomica.

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La scorsa volta abbiamo parlato di pranoterapia: come riconoscere chi può essere pranoterapeuta, la prossima volta parleremo di pranoterapia: esperimenti scientifici e di laboratorio contro il pensiero dell’effetto placebo.

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