La volta scorsa abbiamo visto cosa tratta la bioquantica, ma vediamo come si è arrivati ad essa.

Platone (428-348 a.C. ad Atene) è spesso considerato il primo filosofo dell’idealismo, per lui le idee universali costituiscono la realtà, i fenomeni sensibili costituiscono il mondo in cui viviamo e sono illusorie e transitorie.

Il suo successore: Tolomeo, nato nel 100 dopo Cristo, fu astronomo e conosciuto per il suo sistema geocentrico, sistema esistito in tutte le civiltà dell’epoca, che poneva la terra al centro dell’Universo dichiarando che i pianeti le ruotavano intorno, così come sostenuto da Platone; questo sistema, detto tolemaico, fu alla base del pensiero scientifico per 14 secoli, ossia sino a quando Copernico introdusse e spiegò il sistema eliocentrico,

Niccolò Copernico, astronomo e matematico, nato il 19 febbraio del 1473 a Toruń in Polonia e deceduto il 24 maggio 1543 a Frombork, in Polonia, sostenne che il sole era al centro del sistema solare, era immobile ed i pianeti gli ruotavano intorno: creò così il sistema eliocentrico 

Il pensiero di Copernico fu seguito da Galileo Galilei: fisico, matematico, astronomo e filosofo, nonché accademico e scrittore, nato il 15 febbraio 1564 a Pisa e deceduto l’8 gennaio 1642 ad Arcetri (piccolo zona collinare a sud del centro di Firenze), che ne confermò la validità e divenne il padre della scienza moderna.

Sempre nel 1600 vi furono altri due protagonisti della rivoluzione scientifica entrambi fisici, matematici, astronomi ed astrologi: il tedesco Giovanni Keplero (27 dicembre 1571, Weil der Stadt, Germania; 15 novembre 1630, Ratisbona, Germania) che confermò le teorie di Copernico e l’inglese Isaac Newton (4 gennaio 1643, Woolsthorpe Manor, Regno Unito; 31 marzo 1727, Kensington, Londra, Regno Unito).

Keplero regolò, con le sue tre leggi, la forza attrattiva gravitazionale tra i pianeti ed il sole:

  • 1’ legge: i pianeti ruotano attorno al sole seguendo orbite ellittiche (sono come delle figure ovali) ed il sole occupa uno dei fuochi
  • 2’ legge: il raggio vettore, ossia il segmento, che unisce il centro di un pianeta con il centro del sole descrive in tempi uguali aree uguali
  • 3’ legge: il quadrato del tempo che un pianeta impiega a percorrere la sua orbita è proporzionale al cubo della sua distanza media dal sole, quindi T2=KR3, dove K è una costante ed è uguale per tutti i pianeti del sistema solare. La forza attrattiva diventa quattro volte più forte se si dimezza la distanza.

Isaac Newton formulò la teoria della forza gravitazionale a seguito della ben nota mela caduta dall’albero nel suo giardino, egli con la legge di gravitazione universale spiegò il funzionamento del sistema solare e della forza d’attrazione che regola l’Universo.

Purtroppo lo stesso Newton non riusciva a spiegarsi come mai degli oggetti distanti potessero attrarsi, quindi scoprì la gravità ma non il motivo di questa forza e bisognerà attendere il 1907 con un’intuizione di Einstein, che non solo colmava i vuoti della teoria newtoniana, ma riformulava l’idea di gravità.

Il matematico, astronomo e fisico olandese Christiaan Huygens (14 aprile 1629, L’Aia, Paesi Bassi; 8 luglio 1695, L’Aia, Paesi Bassi) è fra i protagonisti della rivoluzione scientifica, fu seguace della teoria ondulatoria della luce, nel 1690 formulò una regola euristica (nell’ambito di una scienza, la metodologia di ricerca di fatti o verità, ovvero di fonti e documenti, preliminare allo studio specifico) che permetteva di interpretare la luce come un fenomeno ondulatorio, il cosiddetto Principio di Huygens.

Questo principio, utile per spiegare la diffrazione riscontrata con la doppia fenditura di Young nel 1801 (che vedremo nel prossimo post di questo argomento), afferma che ogni fenditura agisce come se fosse una nuova sorgente di onde luminose che si diramano verso l’esterno in tutte le direzioni. Il fenomeno è analogo alle onde dell’acqua che vengono diffratte quando passano attraverso una stretta fenditura tra gli scogli.

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La scorsa volta abbiamo parlato delle ossa degli arti inferiori: bacino osseo, la prossima volta parleremo delle ossa degli arti inferiori: le gambe.

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