Negli ultimi post abbiamo parlato molto della realtà ed abbiamo affrontato i pendoli del transurfing, tutto questo ha a che fare, indubbiamente, con ciò che è relativo alle nostre forme pensiero.

Noi, infatti, creiamo continuamente pensieri, la nostra mente crea la realtà che ci circonda, lo fa anche inconsciamente: pensando, parlando, soffrendo, desiderando, gioiendo, etc.

Ogni persona, così facendo, va a creare delle vere e proprie strutture energetiche vitalizzate che prendono il nome di “forma pensiero”.

Queste forme pensiero possono essere di due tipologie:

  • positive: che vanno a ricaricare la persona ed influenzano positivamente il campo vibrazionale che la circonda, diventa come un accumulatore di energia sottile
  • negative: che vanno a scaricare la persona ed influenzano negativamente il campo vibrazionale che la circonda, è una nuvola densa, congestionata.

Come funziona tutto ciò?

Facciamo finta di avere un computer, per rendere più semplice la comprensione di come il nostro cervello lavora, e di inserire dei dati tutti i giorni, la memoria del computer però non può essere cancellata o modificata e quindi ogni dato inserito rimarrà per sempre; l’unica cosa che sarà possibile fare è rielaborare inserendo nuovi dati.

Vediamo come è fatto un computer, semplificando al massimo e spiegando in termini semplicistici, ed il nostro cervello.

La parte materiale, ossia i pezzi di cui è fatto, è l’hardware; il software è il programma in esso inserito (il sistema operativo, esempio ios, android o windows).

In esso vi è il processore che incamera i dati inseriti e questi vengono elaborati dal microprocessore (è un processore molto particolare, piccolo ma potente, elabora elevate quantità di dati).

Il nostro corpo è la nostra parte materiale (l’hardware), come la mente ragiona è il software, gli eventi della vita vengono registrati nel cervello (il processore) ed elaborati dal cervelletto (il microprocessore).

Così come avviene all’interno del computer, dove abbiamo un programma che ogni volta che inseriamo dei dati li elabora, questo avviene anche all’interno della nostra mente.

Il nostro processore è il cervello che incamera i dati di tutta la nostra vita e li custodisce in un “registro della memoria”, il cervelletto è il microprocessore che elabora e rielabora tutti i dati ogni volta che ne viene inserito, e quindi registrato, uno nuovo.

Ovviamente ogni volta che viene trovato un dato già inserito, perchè uguale oppure simile, scatta in automatico una sorta di paragone/controllo incrociato elaborando il vecchio dato a confronto del nuovo ed il risultato che ne uscirà sarà la nostra risposta, quindi le esperienze passate influenzeranno la risposta sull’esperienza attuale ed il modo in cui la vedremo e vivremo.

Il registro della memoria opera, ed è presente, nei circuiti neuronali (è una rete formata da neuroni, ossia cellule predisposte alla raccolta e conduzione degli impulsi nervosi) e le esperienze vissute attraverso questa attività sinaptica (è l’impulso che passa da un neurone all’altro) lascia nel cervello il segno delle esperienze.

In sostanza tutti i dati incamerati vengono salvati nelle memorie cellulari, infatti le cellule registrano le informazioni, che vanno ad attivare le risposte elaborate dal cervelletto che effettuerà i controlli e creerà in noi una risposta all’evento.

Tutto questo lavoro, che accade nel nostro cervello e quindi nella nostra mente, avviene senza nessuno sforzo, è automatico, come quando si guida da tanti anni (non si pensa più al rumore del motore, al cambio della marcia, ad accelerare, rallentare, schiacciare la frizione, e così via, tutto questo lo si fa automaticamente).

Il nostro cervello elabora una quantità infinita di dati in brevissimo tempo, se avessimo gli stessi dati su un foglio e pensassimo di volerli elaborare a mano come se fosse un tema od un calcolo matematico non ci basterebbe una vita per tracciare le somme e, comunque, nel momento del risultato tutto andrebbe ricalcolato per via dei nuovi eventi accaduti.

Tutto questo però ha un risvolto anche negativo: è difficile cambiare le abitudini.

Continua … per saperne di più e vedere come “imbrogliare la nostra mente” per uscire da un loop mentale (è lo stato in cui il cervello è fissato sempre sugli stessi pensieri, in maniera ossessiva).

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La scorsa volta abbiamo parlato della verticale di Barrè, la prossima volta andremo avanti a parlare del corpo umano.

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Laura Barocci - Operatrice in discipline Bio-Naturali - Partita IVA IT03346200102 - C.F. BRCLRA65S69D969V
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