La scorsa volta abbiamo parlato dell’esperimento che Michelon e Morley decisero di effettuare per poter avvalorare, o meno, la tesi di Aristotele sull’esistenza dell’etere e del paradosso dell’etere che ne scaturì.

Il periodo che va a cavallo tra il 1800 ed il 1900, come abbiamo già visto, è ricco di personaggi importanti in relazione allo studio della fisica e della chimica: si sovrappongono nello stesso periodo esperimenti nuovi o creati su altri effettuati in precedenza, deduzioni, prove, risultati sperati o che fanno scoprire nuove cose e che danno soluzioni od originano nuove domande.

Pare che ad ogni passo evolutivo in questa scienza si spieghi il perchè del mondo, il come mai accadano certi fenomeni, a volte capita che qualcosa di nuovo tolga certezze sino a quel momento inconfutabili, altre avranno valore dopo anni perchè riproposte con nuovi esperimenti più sofisticati ed in un’epoca storica più aperta a conclusioni prima inaccettabili, vari sono gli esempi che si possono fare in merito come: il sostenere che la terra era tonda e non piatta, sulla staticità dell’etere o meno, sul vuoto che non è vuoto e molti altri ancora.

L’uomo è sempre alla ricerca di risposte per spiegare l’Universo, ma ancora molto vi è da scoprire.

Tornando a noi e nel periodo verso la fine del 1800 ci imbattiamo in un altro esperimento che fece scoprire l’esistenza di ciò che venne chiamato elettrone, ma vediamo la sua storia.

Johann Heinrich Wilhelm Geissler fu un fisico tedesco (26 maggio 1814 Neuhaus am Rennweg, Germania; 24 gennaio 1879 Bonn, Germania) che inventò nel 1857 un tubo che prese il suo nome: tubo Geissler.

Questo tubo era fatto di vetro ed il suo creatore lo progettò con lo scopo di poter dimostrare che la scarica elettrica esisteva (è quel fenomeno che si ha quando due conduttori a potenziale diverso si neutralizzano a vicenda grazie ad un corpo a loro interposto), infatti per poter rendere valida la sua teoria  doveva renderla visibile in modo tale che anche gli altri potessero, senza alcun dubbio, avvalorare la sua tesi perchè per essere insignita di valore scientifico doveva essere vista e dare il risultato per il quale questa veniva sostenuta.

La scarica elettrica che noi conosciamo direttamente è quella che percepiamo nel momento in cui prendiamo accidentalmente una “scossa elettrica” entrando in contatto con un’altra persona che ha una carica elettrostatica differente dalla nostra, ad esempio in quantità minore, e trasferiamo la nostra energia elettrica per far si che entrambe possiamo avere una carica equilibrata.

Il tubo Geissler fu studiato da moltissimi scienziati e può essere considerato l’avo della lampada a scarica  (lampada in vetro fatta a tubo contenente un gas attraverso il quale scorre la corrente elettrica creando luce a seguito di una conversione in fotoni; i fotoni hanno la caratteristica di disperdere in luce l’energia) ed il progenitore del neon.

L’evoluzione di questo tubo lo si deve a Sir William Crookes fisico e chimico britannico (17 giugno 1832, Londra, Regno Unito; 4 aprile 1919, Londra, Regno Unito), presidente nel 1896 e 1897 della Society for Psychical Research, egli fu creatore del tubo che prende il suo nome e noto anche come tubo di scarica.

Il tubo Crookes fu inventato da vari scienziati nel periodo tra il 1869 ed il 1875, periodo in cui furono scoperti gli elettroni ed i raggi catodici (questo tubo li dimostrò indirettamente), ma a lui si deve il nome; questo tubo è uno dei primi a scarica elettrica sperimentale ed è, come abbiamo visto, l’evoluzione del tubo Geissler. 

Continua …

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La scorsa volta abbiamo parlato delle ossa degli arti superiori: la scapola (angoli e bordi), movimenti, funzioni, articolazioni e problematiche, la prossima volta parleremo delle ossa degli arti superiori: l’omero.

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