La scorsa volta abbiamo visto cosa è la forma pensiero ed abbiamo paragonato la “macchina” uomo al computer.

Ci siamo lasciati con il presupposto di scoprire come poter imbrogliare la nostra mente per uscire da un loop mentale.

Innanzi tutto bisogna capire come essa funziona, perchè è solo conoscendo il “nostro nemico” che possiamo affrontarlo.

Spesso la nostra mente è il nostro nemico peggiore: i pensieri ossessivi, negativi, devastanti ci fanno vivere male e ci fanno vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto dimenticandoci di quello mezzo pieno, e molte volte a nulla valgono le persone che ci circondano e che ci vogliono bene che, con le loro parole, sperano di farci cambiare visione delle cose.

Ci si sente come chiusi in un’infernale gabbia dove nessuno ci capisce, dove tutti parlano ma non sanno cosa proviamo, solamente noi sappiamo e pare che gli altri, più che a volerci bene, non ci vogliano comprendere e lottiamo contro tutto e tutti per mantenere in piedi quello status pessimistico che ci consuma ogni giorno di più.

C’è chi cade in eccessi di ogni genere nella speranza che, sentendosi storditi, si possa avere un pò di “refrigerio mentale”, ma passato l’effetto tutto torna peggio di prima.

Ci viene da confrontarci al criceto che corre nella ruota senza raggiungere una meta se non il vivere e rivivere sempre le stesse cose distruggendosi emotivamente e fisicamente, quindi per poter sfuggire dalla trappola che ci siamo creati bisogna imparare ad inserire nel cervello nuovi dati, presi da una visione differente, in modo tale che la rielaborazione dia risultati diversi perchè, come da una famosa frase attribuita ad Einstain “se fai sempre le stesse cose otterrai sempre gli stessi risultati”, anche se pensi sempre alle stesse cose, vedi le cose alla stessa maniera otterrai sempre lo stesso risultato che ti fa stare male. 

E’ un lavoro  difficile e lungo, ma aiuta tantissimo a migliorare la nostra vita.

Ricordiamoci che il cervello cercherà di boicottare tutti i nostri sforzi, ma se desideriamo “di pancia” cambiare allora riusciremo a vincere questa sfida.

Il cervello immagazzina tutto: pensieri, abitudini, atteggiamenti, comportamenti e quindi cambiare un modo di pensare, un’abitudine ed un atteggiamento è molto difficile.

Anche qui, come già detto in altri post, bisogna volerlo “di pancia”, la nostra mente è una grande elaboratrice di dati, ma nel contempo è molto pigra e quindi non vuole fare la fatica di cambiare.

Partendo dal presupposto che i dati già inseriti non si possono cancellare o modificare, l’unica maniera possibile è inserirne di nuovi, ottenuti da una differente visione, per poter effettuare una “rielaborazione del nostro archivio”, l’inserimento di questi dati cambierà i risultati, ma bisognerà sforzarsi per effettuare questo passaggio in quanto i dati non dovranno essere sempre gli stessi già presenti nel nostro data base (il nostro archivio), ma nuovi.

Ricordiamoci che la mente, proprio perchè è pigra come già detto, non ama fare sforzi che non ritiene utili, preferisce farci stare male piuttosto che cambiare perchè questo costituisce uno sforzo, mentre stare male no, è una ripetizione di ciò che già conosciamo; tante persone che si lamentano vivono questa situazione, alla fine rimangono sempre soffocati nel loro male, perchè quella volontà manca, quindi il nostro desiderio di pancia dovrà fare lo sforzo maggiore, all’inizio si potrà fingere con noi stessi dando al tempo il compito di aiutarci in quanto ci vogliono circa ventisei giorni per creare e/o modificare un’abitudine.

Questi giorni saranno duri, ma passati ci inizieranno a dare i primi risultati, non bisogna demoralizzarsi ma continuare, senza alcuna aspettativa in quanto per ognuno il cambiamento avrà un tempo ed una modalità differente: ci saranno coloro che riusciranno prima e meglio, altri ci impiegheranno più tempo per avere pochi risultati, ma tutto ciò che viene creato sarà alla base di un lavoro da fare per e con noi stessi, saranno il terreno su cui costruire, poi si metteranno le fondamenta e piano piano si costruirà un futuro migliore.

Gli animali più evoluti, come i mammiferi superiori (uomo e scimpanzè) ed i cetacei hanno portato con la loro evoluzione ad un livello superiore la coscienza, detta auto-coscienza o mente di superficie che ha costituito un fondamentale processo nell’evoluzione.

Il subconscio è molto profondo, è il nostro sistema operativo, è come un programma software, ha programmi di routine.

Cercheremo di capire la differenza tra mente di superficie e mente profonda per addentraci sempre più nel comprendere come ingannare noi stessi per vivere meglio.

Continua …

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La scorsa volta abbiamo parlato del sistema muscolare: i muscoli, la prossima volta andremo avanti a parlare dei muscoli.

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Laura Barocci - Operatrice in discipline Bio-Naturali - Partita IVA IT03346200102 - C.F. BRCLRA65S69D969V
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