Le sue origini sono antichissime anche se non si sa né la data esatta, né chi per primo la utilizzò, ma già nel terzo millennio a.C. era praticata in India sotto il nome di Oraba.

Gli indiani non furono i soli : anche gli egizi conoscevano e praticavano questa antica medicina, a sostenere tutto questo ci sono prove scritte ritrovate non solo sotto forma di geroglifici, ma anche di bassorilievi, i cinesi vennero a contatto con questa pratica e la chiamarono “chi”.

Altre testimonianze di questa disciplina si trovano nella letteratura cristiana, ad esempio negli Atti degli Apostoli risulta che San Paolo guarì con le sue mani una persona dalla febbre.

Significativo un passo del Vangelo secondo San Marco (16, 15-18) “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno”.

Spesso si trovano Santi che con le loro mani guariscono e nel famoso dipinto di Michelangelo nella Cappella Sistina, “la creazione di Adamo”, la mano di Dio tocca quella dell’uomo quasi a significare un passaggio di energia, ossia prano.

C’è da dire che parecchie sono le testimonianze passate di persone che con l’aiuto di imposizione di mani possono vantare guarigioni.

Questa pratica medica veniva eseguita posizionando le mani sopra il punto dolente per permettere, con il passaggio di energia, di riequilibrare i chakra.

Il medico viennese Franz Anton Mesner nel 1776 sostenne che ogni cosa era attraversata da corrente magnetica invisibile ad occhio nudo.

La sua teoria venne confermata agli inizi del ‘900 da Albert Einstein che dimostrò con la sua formula E=mc2 che energia, massa e luce fanno parte dello stesso universo e che, quindi, erano presenti flussi energetici.

Nel 1890 Nikola Tesla accese una lampadina senza fili utilizzando il campo elettrico che lo circondava.

Nel 1939 due ricercatori sovietici, i coniugi Kirlian, fecero una scoperta a seguito di un errore di Semyon Kirlian, riuscirono così a capire che ogni cosa è circondata da un’aura e che questa era possibile fotografarla con quel preciso meccanismo, effettuarono studi per vent’anni su soggetti sani e malati ed arrivarono alla conclusione che ogni essere vivente ha un suo campo energetico.

Questa macchina permetterà di conoscere meglio il mondo della pranoterapia e le loro foto vengono ancora oggi utilizzate per determinare il campo energetico emesso da coloro che si accingono a fare della pranoterapia la loro professione.

LA PRANOTERAPIA E LE ORIGINI DEL SUO NOME 

Il termine pranoterapia deriva dalla parola “prano” che significa “respiro vitale” od “energia vitale” e dal greco “therapeia” che significa “cura”, “guarigione”, quindi terapia. 

In occidente è detta anche bioenergia intesa come energia biologica emessa da sistema vivente.

LA PRANOTERAPIA COME E’ STATA CONSIDERATA NEI MILLENNI

A seconda del luogo e dell’epoca storica ad essa sono state attribuite sfaccettature assai diverse, da essere una medicina che  guariva i malati ad un’attività occulta, quasi pericolosa, a magia od attività divina.

Coloro che la praticavano venivano venerati o perseguitati, come ad esempio nel periodo dell’inquisizione.

Varie sono le testimonianze di guarigioni dovute alla pranoterapia, ma tanti la considerano solo un effetto placebo malgrado gli innumerevoli esperimenti scientifici e di laboratorio.

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Scopri anche come riconoscere chi può essere pranoterapeuta e perché si può essere pranoterapeuta e che tipologie ci sono.

La scorsa volta abbiamo parlato dello stand by : meditazione antistress, la prossima volta parleremo di fisica : la vibrazione, la risonanza ed il suono.

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