Come abbiamo visto è possibile con certezza verificare se si è o no con le necessarie caratteristiche per poter esercitare la professione di pranoterapeuta, quindi se si ha la capacità di avere un surplus di energia da poter trasferire a chi ne ha la necessità, e questo viene effettuato tramite: foto Kirlian ed evidenziatore elettro-termovibrazionale.

Oltre alle suddette verifiche esiste anche la possibilità di farne di casalinghe, che però non possono essere certificate come le precedenti, che vanno eseguite con il massimo scrupolo e la massima regolarità per poter avere un risultato che potrà togliere la curiosità, ma non permetterà l’accesso ai corsi per diventare pranoterapeuta; infatti, per potervi accedere, bisogna avere un valore accertato e di un certo livello onde evitare di affrontare un corso quando si ha una potenza così bassa che ogni seduta richiederebbe delle ore con pochissimo risultato.

Le verifiche casalinghe sono varie e qui di seguito espongo due possibilità: ogni cosa che viene trattata con la pranoterapia non va mai messa in frigo o freezer.

VERIFICA CON IL FEGATO O CON IL CERVELLO

Capisco che essa possa risultare poco gradita a determinate persone, ma per verificare la percentuale del tipo di prano che si emette si può utilizzare una fettina di fegato da un etto o cervello facendogli un trattamento di pranoterapia, questo serve per modificarne la struttura ed in base ai risultati scoprire se si è calorici, magnetici od elettrici ed in caso di più tipologie in quali lo si è maggiormente.

Gli accorgimenti da avere sono:

  • utilizzare un piatto di ceramica
  • non toccare la fettina quando si fa prano, toccarla solo per girarla e solo prendendola dal bordo e per il minor tempo possibile
  • trattare la fettina 9/10 minuti per parte ad ogni seduta per un totale di 18/20 minuti
  • tra una seduta e l’altra tenerla in luogo freddo, no in frigo o freezer
  • le sedute vanno effettuate a distanza di 24 ore, quindi ogni giorno, possibilmente alla stessa ora
  • per evitare contatti esterni, mosche od altro, coprirla con qualcosa che abbia dei fori per far passare l’aria, un colapasta va benissimo oppure una stagnola alla quale vengono praticati dei fori
  • l’oggetto che va a coprire la fettina non deve avere contatto con essa
  • posizionare la fettina sul pavimento che è il luogo più fresco
  • le sedute debbono essere da un minimo di tre ad un massimo di sette volte, meglio sette
  • la fettina, indipendentemente dalla tipologia che si è, non deve puzzare neppure dopo sette giorni
  • fare il trattamento in silenzio, senza distrazioni, e concentrandosi

Risultati sul fegato :

CALORICO

Si riduce della metà nel giro di un’ora non consequenziale.

Non puzza e non profuma.

Diventa di colore testa di moro, è essiccato, sembra la suola di una scarpa: questo sarebbe il calorico al 100%, è rarissimo, è una persona che si autosurriscalda.

MAGNETICO

Rimane come era

Non puzza, quasi ha un profumo.

Non rimane secco e non cambia colore.

Questo sarebbe il magnetico al 100%, è rarissimo: soffre di problematiche con l’equilibrio mentale (doppia personalità, bipolarità.)

ELETTRICO   

Avrà un bordo essiccato.

Non puzza, non rimane secco e non cambia colore, si forma un bordo essiccato intorno alla fettina e si opacizza, non è più lucida, tende ad asciugarsi totalmente rimanendo elastico.

Questo sarebbe l’elettrico al 100%, è rarissimo: è iperattivo, non sta mai fermo a tal punto che si auto consuma perché brucia totalmente tutta la sua energia

CALORICO + ELETTRICO

Si restringe di poco e si secca tutta intorno ed al centro rimane morbida.

Non puzza e non profuma.

CALORICO + MAGNETICO

Si essicca ai bordi in modo consistente e si asciuga lievemente al centro pur rimanendo morbida.

CALORICO + ELETTRICO + MAGNETICO

Si essicca al centro e rimane morbida ai bordi, sui bordi esterni può avere lievi striature.

Non puzza e non profuma.

ELETTRICO + MAGNETICO

Vi è un essiccamento ai bordi largo circa un dito, all’interno non è essiccata non puzza e non profuma.

VERIFICA CON IL MELOGRANO

Tenere minimo nove minuti al giorno, ma volendo anche per delle ore, il melograno in mano si essiccherà e dopo circa un mese sembrerà fatto di legno.

Anche i non pranoterapeuti possono farlo, ma per loro il tempo sarà molto più lungo.

Il melograno non marcisce con la stessa velocità del fegato e quindi può essere fatto con tempi più lunghi, se si vogliono accorciare i tempi allora fare la seduta concentrandosi.

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La scorsa volta abbiamo parlato della riflessologia plantare cinese, la prossima volta parleremo del body massage.

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Laura Barocci - Operatrice in discipline Bio-Naturali - Partita IVA IT03346200102 - C.F. BRCLRA65S69D969V
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