Il mantra può ricordare una versione non cattolica del rosario, infatti nell’induismo è una formula che viene ripetuta molte volte per praticare la meditazione.

E’ una parola composta da “man” (mente, pensare) e “tra” (proteggere, liberare, strumento), quindi il significato è “veicolo o strumento del pensiero o del pensare”, è un’espressione sacra.

Il mantra può essere composto da una sola parola o da più parole ripetute in sequenza, alcuni possono avere un suono breve ed altri un suono lungo, alcuni possono essere tradotti, altri sono solo un suono, a volte è recitato ed altre solo ascoltato, a volte è ripetuto rapidamente ed altre velocemente, può essere laico o spirituale; quindi non vi è un solo mantra, ma ve ne sono vari a seconda della necessità, malgrado vi siano dei mantra universali che possono essere usati sempre e da tutti, meglio se recitati nella lingua madre di appartenenza del soggetto che li sta usando se sono laici e nella lingua madre se il mantra viene affrontato sotto un’aspetto spirituale.

L’importanza del mantra è il suono e di conseguenza la vibrazione che questo crea facendo vibrare anche le cellule del corpo e mettendosi in contatto con i chakra.

Il ritmo del mantra fa si che non si pensi ad altro.

Il mantra laico può essere creato in modo esclusivo scegliendo parole o frasi che abbiano un significato per chi lo sta praticando: può essere relativo all’amore, alla pace, alla libertà o per qualunque argomento per il quale si ha la necessità di recitarlo.

Il suono deve risultare gradevole e per capire se lo è bisogna ripeterlo per qualche minuto, bisogna anche che abbia un significato ben preciso, quindi non deve lasciare dubbi.

Per quel che riguarda il mantra vissuto sotto un aspetto religioso è bene che sia scelto in base alla vicinanza culturale e spirituale che si vuole percorrere (ebraico, tibetano od altro).

Per affrontare questo percorso è bene rivolgersi a chi conosce la materia per essere consigliati nella scelta.

Per poter praticare il mantra è bene adottare una posizione seduta, scandirlo per ottenere calma e cantarlo per ottenere energia, l’importante è non distrarsi, in tal caso il mantra non servirebbe.

Relativamente alla velocità di ripetizione va scelta in base alle proprie esigenze come pure il volume della voce che dovrà essere più alto nel qual caso la mente rischi di divagare in altro, quindi un pò come richiamarla, se invece si è liberi con la testa lo si può ripetere a voce più bassa.

Importanza va data anche alla respirazione che potrebbe risultare facile o difficile da eseguire in base al mantra che si sta affrontando; la difficoltà può esservi anche in base alla lunghezza del mantra: se si tratta di una sola parola, come ad esempio “OM” (forse la più conosciuta) allora può essere detta una volta quando si inspira ed una quando si espira, come può essere ripetuta più volte nelle due parti della respirazione (inspiro ed espiro), se il mantra è una frase a questo punto risulta più semplice dividerlo in due recitandone una prima parte con l’inspirazione e la seconda con l’espirazione; se tutto questo risulta comunque complicato allora si può non abbinare alla respirazione concentrandosi solo sul suono, l’importante è che la mente rimanga concentrata sul mantra.

Per aumentare l’energia che il mantra può emanare basta ripeterlo tante volte.

Sino ad ora si è parlato di recitare un mantra, ma questo può essere anche sussurrato, ascoltato o recitato mentalmente (anche se mentalmente non è la stessa cosa in quanto andrebbe udito dalle orecchie per essere valido).

La scorsa volta abbiamo affrontato l’argomento sugli oli e la volta prima sul karma.

Giovedì prossimo parleremo della differenza tra la medicina a base scientifica e quella a base naturale (olistica)

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Laura Barocci - Operatrice in discipline Bio-Naturali - Partita IVA IT03346200102 - C.F. BRCLRA65S69D969V
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