COME NASCONO I SIMBOLI DEL REIKI

Mikao Usui si rese conto che molti suoi allievi trovavano difficoltà ad effettuare tutta una serie di tecniche appartenenti al secondo livello, il che rendeva la cosa molto complicata, a tale proposito decise di fare una sostanziale modifica: introdusse dei simboli grafici, a lui familiari, provenienti dal buddismo tantrico della cultura indiana e dagli ideogrammi della scrittura giapponese.

Ad ogni simbolo, ve ne sono quattro nel reiki metodo Usui, diede un significato relativo ad una precisa azione ed esso andò a sostituire tecniche e significati talvolta complessi rendendo il tutto molto più semplice, immediato e facile da ricordare pur non perdendo di efficacia.

Questi simboli non appartengono nè alla magia, nè possono considerarsi sacri.

IL MISTERO DEI SIMBOLI

Hawaio Takata diede delle direttive ben precise sui simboli del reiki: non dovevano essere condivisi e dovevano esserne a conoscenza solamente coloro che entravano a far parte del 2’ livello reiki, la regola era talmente ferrea che addirittura gli allievi, dopo averli appresi, dovevano distruggere ogni copia degli appunti per non farle cadere in mano a chi non poteva capirli ed utilizzarli.

I master occidentali, quindi, li resero segreti dando attorno a loro un alone quasi mistico, ma la motivazione era ben altra.

I simboli in se non avrebbero alcun significato ed alcun effetto se utilizzati da chi non è reikista di 2’ livello, infatti per far si che essi “funzionino” chi li pratica deve obbligatoriamente essere “iniziato” al livello richiesto.

La severità di Takata creò il problema che distruggendo tutte le copie alla fine non si avevano neppure più gli originali e, di mano in mano, questi simboli subirono delle modifiche tanto che chi imparava da un Master aveva nel suo “cassetto degli attrezzi” simboli tracciati in modo differente da chi aveva seguito il percorso sotto un altro Maestro: un pò come accade quando si racconta qualcosa a qualcuno e di bocca in bocca la storia cambia e torna a noi diversa da come era in origine.

Si arrivò al punto di non sapere neppure più quali fossero i simboli giusti e quali quelli errati, ma fortunatamente con lo studio della vera storia del reiki si riuscì ad arrivare anche al manuale scritto da Usui e questo diede la possibilità di scoprire che i suoi simboli non erano andati perduti, infatti quelli originali erano visibili a tutti in quanto esposti in diversi templi.

Questo ci fa capire che, a differenza di Takata, Usui voleva divulgare il più possibile il reiki in modo che esso arrivasse a tutti e senza alcun mistero.

Ancora oggi, però, pur trovando ovunque i simboli su: internet, ciondoli, oggettistica e quant’altro essi possono non essere compresi e tanto meno possono essere utilizzati da chi non è reikista di 2’ livello, infatti il tracciare semplicemente il simbolo non fa si che esso funzioni infatti il soggetto deve avere un’apertura per canalizzare l’energia ed essa avviene solo con l’iniziazione al suddetto livello.

L’iniziazione non ha nulla di oscuro, magico o spaventoso, non è una setta satanica, ma semplicemente il Master “collega” il reikista alle energie dell’Universo permettendogli di divenirne un “filo conduttore”.

COME FUNZIONANO I SIMBOLI

Come abbiamo visto i simboli vantano ormai diversi anni sulle loro spalle e quindi vengono utilizzati da tantissime persone, e lo sono stati anche in passato, tanto da tracciare un “solco” ben conosciuto dall’Universo e dalle sue energie.

Facciamo un piccolo esempio: se ci trovassimo davanti ad un semaforo in un paese che non è il nostro sapremmo che con il rosso ci dobbiamo fermare, con il giallo dobbiamo fare attenzione e con il verde possiamo andare; bene tutti conoscono questi “simboli”, per il reiki accade la stessa cosa “tutti i reikisti di secondo livello metodo Usui conoscono gli stessi simboli”.

Ora facciamo un altro esempio: piove ed una goccia cade in un punto ben preciso, ma non lascia alcun segno a terra, ma poi piove ancora ed ancora e piano piano in quel punto inizia a crearsi un piccolo solco, ma se per anni piove il solco sarà sempre più grande e più grande esso sarà più acqua cadrà il quel solco tanto che si creerà una pozzanghera e poi un piccolo laghetto, si potrà arrivare ad avere un lago e quando l’acqua continuerà a cadere si creeranno dei fiumi. 

Se i simboli fossero i colori del semaforo e se le gocce fossero dei rekisti? Bene, essi “solcano” le energie universali con i simboli e l’Universo li riconoscerà perchè ripetuti da infinite persone per tanto tempo, così come noi riconosciamo i colori di un semaforo, e la loro forza aumenterà sempre di più ed agirà in sempre minor tempo.

In sostanza la conoscenza che sempre più persone hanno dei simboli ed il tracciarli fa si che questi arrivino in contatto con le energie universali e rientrino in ciò che si può conoscere come l’entanglement quantistico.

Continua prossimamente: scopriremo come è possibile che funzioni a distanza il reiki .

La scorsa volta abbiamo parlato di tecnica vertebrale: la tecnica vertebrale e l’apparecchio, la prossima volta parleremo del collegamento della colonna vertebrale alle dita dei piedi.

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Laura Barocci - Operatrice in discipline Bio-Naturali - Partita IVA IT03346200102 - C.F. BRCLRA65S69D969V
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