La luce ha giocato un ruolo cruciale nella nostra evoluzione, influenzando il nostro comportamento e i nostri cicli di vita, nonché i nostri problemi del sonno. I nostri antenati, confinati nelle caverne, adattavano le loro attività al ritmo naturale del giorno e della notte, regolato dalla presenza o assenza di luce.

Il sole, come principale sorgente di luce, emette uno spettro luminoso che include l’intero spettro dei colori dell’arcobaleno. Nell’ora successiva al suo sorgere, la luce solare è particolarmente ricca di onde luminose blu, sebbene una parte di esse sia invisibile agli occhi umani. 

Queste onde luminose blu, emesse all’alba, svolgono un ruolo significativo nell’attivazione dei ritmi biologici umani. La loro interazione con il nostro sistema nervoso invia segnali al cervello, contribuendo a regolare i nostri cicli di sonno e veglia. Tuttavia, questa fase è limitata alla prima ora dopo il sorgere del sole.

Con il progressivo avanzare del sole oltre i 10 gradi sopra l’orizzonte, lo spettro luminoso subisce cambiamenti significativi. Vengono emessi raggi luminosi ultravioletti (UV), con effetti diversi e senza la stessa influenza sulla nostra fisiologia.

In sintesi, la luce solare, con la sua composizione spettrale variabile durante il corso del giorno, gioca un ruolo chiave nel modellare i nostri ritmi biologici e influenzare la nostra salute generale.

Nel primo intervallo di tempo, si manifesta una lunghezza d’onda di colore blu, la quale, penetrando nell’apparato visivo, stimola l’attivazione dei mitocondri. Questo stimolo si traduce in un segnale inviato attraverso il nervo ottico al nucleo soprachiasmatico, una regione dell’ipotalamo costituita da gruppi di neuroni, rappresentando il nostro orologio biologico predominante. Tale segnale svolge un ruolo fondamentale nell’attivazione dei processi di produzione di energia cellulare, stimolando gli ATP (adenosina trifosfato), i quali forniscono l’energia necessaria alle cellule per eseguire varie attività biologiche. Abbiamo già parlato degli ATP cosa sono e a cosa servono e li abbiamo visti anche nella fosforilazione ossidativa.

Tra le molteplici risposte fisiologiche, vi è l’attivazione del ciclo digestivo e della muscolatura. Questo è in sintonia con il nostro patrimonio evolutivo, in cui l’attivazione muscolare al mattino era cruciale per prepararsi alle attività di caccia dei nostri antenati. La nostra predisposizione naturale è quella di svegliarci all’alba, sincronizzandoci con il sorgere del sole.

È importante sottolineare che le luci artificiali, pur essendo integrate nella vita quotidiana, rappresentano una deviazione dalla natura, la quale non le contempla come parte intrinseca dell’ambiente naturale.

Le lunghezze d’onda blu inducono uno stato di vigilanza e attività accresciuta nel nostro organismo, manifestandosi parallelamente a un aumento dei livelli di cortisolo al mattino. Il cortisolo, un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali in risposta a segnali cerebrali, rappresenta l’ormone dello stress.

Dalla seconda ora successiva all’alba fino alle tre/cinque del pomeriggio, a seconda delle variazioni stagionali, il sole emette uno spettro diversificato, caratterizzato dalla presenza di raggi ultravioletti. Questi raggi sono essenziali per l’attivazione della vitamina D, una funzione che non è compresa nella prima ora di luce solare.

Le fasi di alba e tramonto del sole sono fondamentali per il nostro equilibrio biologico e agiscono come mitigatori dell’esposizione ai raggi dannosi, tipicamente concentrati tra le 9 del mattino e le 5 del pomeriggio, durante l’apice della forza solare. Se esposti correttamente, questo tipo di luce solare più intensa può contribuire all’aumento dei livelli di vitamina D, senza recare danni significativi. Un’esposizione moderata, compresa tra 20 e 30 minuti al giorno, risulta sufficiente.

Inoltre, un’esposizione specifica alla luce solare all’alba può essere considerata, poichè possiede un’attività lenitiva e preparatoria, di accoglimento dei raggi solari più intensi in seguito.

È cruciale riconoscere che il nostro organismo conserva caratteristiche simili a quelli dei nostri antenati che abitavano nelle caverne. La loro routine, orientata verso un risveglio precoce per la caccia e il riposo al sopraggiungere dell’oscurità, differisce notevolmente dalle pratiche attuali, come prolungate esposizioni al sole sulla spiaggia, spesso integrate con l’uso di creme che, assorbite dalla pelle, possono interferire con gli equilibri ormonali.

Continua …

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Laura Barocci - Operatrice in discipline Bio-Naturali - Partita IVA IT03346200102 - C.F. BRCLRA65S69D969V
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