La scorsa volta abbiamo visto Edward Bach dalla nascita al 1917, ora proseguiamo a scoprire cosa accadde nella sua vita e come ebbe le sue intuizioni che portarono ai suoi meravigliosi fiori.

Tutti i suoi studi, anche sulla batteriologia, rimangono fermi perchè si rende conto che sta sbagliando qualcosa, la malattia arriva e lui come un fulmine a ciel sereno, ma invece di vederla come un evento di sciagura la vede come un punto che lo invita a cambiare: gli fa fare un salto quantico, ossia lo cambia completamente; per fare un salto quantico ci vuole un evento forte, un trauma, un punto da cui non si torna indietro, per Bach fu la malattia.

Si rende conto che nel momento che vi è un problema fisico questo è l’ultimo stadio in cui si è caduti, ma prima ve ne sono stati altri che ci hanno avvertito, ma non ce ne siamo accorti o li abbiamo sottovalutati.

Nei suoi ultimi tre mesi di vita Bach riesce a fermare la malattia cambiando completamente la sua esistenza, era un medico molto spirituale e capì che sino ad un certo punto l’aveva vissuta in modo corretto e poi non più, doveva assolutamente creare qualcosa per il bene comune e ritornare alle origini: al suo amore per la natura.

Il suo lavoro sulla tossicemia intestinale viene pubblicato sui giornali medici e diventa sempre più famoso, nel 1920 viene anche inserito negli annali della società reale di medicina.

Tra il 1919 ed il 1922 riveste la carica di batteriologo presso l’ospedale omeopatico di Londra, in questo periodo di forte crisi entra in contatto con gli studi del fondatore dell’omeopatia Christian Friedrich Samuel Hahnemann, nato il 10.04.1755 a Meiben in Germania e deceduto il 02.07.1843 a Parigi in Francia; leggendo il suo scritto “Organon” notò molte affinità tra il suo pensiero e quello del suo predecessore e collega: “curare il malato e non la malattia”

Studiò e propose anche sette vaccini omeopatici che chiamò “i 7 nosodi”, oggi conosciuti come “nosodi di Bach”, vennero chiamati così a seguito della parola greca nosos che vuol dire malattia, l’idea era proprio quella di somministrare una malattia per far si che l’organismo reagisse alle piccole dosi iniettate, sicuramente più leggere della patologia stessa, per creare una risposta immunologica.

Il vaccino omeopatico ha delle quantità minime a differenza di quello allopatico che è più aggressivo e può dare effetti collaterali non voluti.

Bach, a differenza degli altri studiosi, non li somministrava in base alle malattie, ma sulla base delle tipologie caratteriali della persona.

Con i nosodi lui creò un qualcosa di assolutamente nuovo per l’epoca infatti curava disturbi cronici e questi vaccini vennerò diffusi e riconosciuti in tutta l’Europa.

Entrò nella visione olistica perchè la medicina allopatica non gli dava affatto l’idea che la persona fosse considerata un tutt’uno e bisognava ritornare alla natura e curare l’individuo in quanto persona e non in quanto pezzi separati in un’unico corpo e tanto meno curare la malattia che era l’ultimo tassello, la malattia è l’espressione concreta che varia da persona a persona: un problema di un certo tipo comune a più persone si manifesta nel corpo in modi anche differenti, quindi lui con lo stesso rimedio aveva capito che poteva curare patologie differenti.

Un giorno, ad una festa nel lontano 1928, Bach ebbe un’intuizione, lui guardava come si comportavano le persone: chi parlava e rideva in un certo modo, che atteggiamento aveva, come camminava e così via; in questa occasione osservò tipologie ricorrenti in persone differenti e da qui partì la sua idea di strutturare delle categorie di persone e comprendere che più o meno tutti si rifacevano a queste 7, poi aumentate a 12, categorie che lui chiamò “tipi animici” che nei fiori saranno abbinati ai 12 guaritori.

Continua …

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La scorsa volta abbiamo parlato del sistema muscolare: i muscoli del piede, la prossima volta proseguiremo a vedere la muscolatura del nostro corpo.

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