Il nostro organismo, considerando una piramide, mette alla base e per una grossa percentuale la respirazione senza la quale non ci sarebbe vita, poi l’alimentazione ed infine, con una piccola percentuale, la sessualità che è dedita alla procreazione e quindi alla sopravvivenza della specie.

La respirazione è un’attività muscolare che si basa sulla contrazione del diaframma che è una membrana muscolare ai margini e tendinea al centro, la sua forma è a cupola e divide il torace dall’addome sostenendo cuore e polmoni che ad esso si appoggiano.

Nella sua parte centrale tendinea vi è un foro all’interno del quale passa la vena cava inferiore, più indietro vi è un altro foro ove passa l’esofago e vicino alla colonna vertebrale vi è l’apertura per l’aorta che penetra nella cavità addominale, mentre due vene risalgono dall’addome al torace.

Il suo ruolo importante nella respirazione è dovuto alla contrazione involontaria delle fibre muscolari che lo appiattiscono creando un ingrandimento della cavità toracica e facendo penetrare l’aria nei polmoni che si dilatano e di conseguenza anche il torace, infatti se si mettono le mani sulle costole quando si inspira queste verranno spinte verso l’esterno; in genere, nelle migliori condizioni, si inspirano 0,5 litri d’aria a respiro.

Quando la contrazione cessa il diaframma risale e si entra nella fase dell’espirazione.

In questo lavoro di inspirazione ed espirazione, quindi con l’abbassamento del diaframma e la contrazione muscolare addominale in contemporanea, si crea un compressione all’interno della cavità addominale che serve a svuotare intestino e vescica.

Il diaframma può essere soggetto a spasmi (singhiozzo), ernia (diaframmatica), infiammazione (frenite) o paralisi (che può essere unilaterale o bilaterale dovuta alla lesione del nervo frenico).

Ci sono altri organi che aiutano la respirazione, anche se non sono muscoli adibiti ad essa, ma sono di supporto al diaframma, ossia che nel qual caso il diaframma non riuscisse a svolgere appieno il suo lavoro essi lo aiuteranno a “guadagnare” un pò d’aria; questo avviene in determinate condizioni come ad esempio: una donna in stato di gravidanza, un pericolo che richiede maggiore respirazione perché bisogna correre per scappare o bisogna affrontare un nemico. 

Fra i muscoli a supporto del diaframma vi sono:

  • i muscoli intercostali interni ed esterni: sono muscoli situati tra le costole con lo scopo di ridurre od aumentare le dimensioni della gabbia toracica durante la respirazione polmonare.
  • il muscolo sternocleidomastoideo, a volte abbreviato in SCM: è un grosso muscolo che si trova al lato del collo e va da sotto l’orecchio sino alla spalla, è quel muscolo che fa male con il torcicollo, esso se viene tirato fa aumentare di un poco l’entrata di aria.

In caso di tensioni muscolari viene compromessa la respirazione, infatti in questo caso si respira male; i muscoli per funzionare bene debbono contrarsi e rilasciarsi ed anche il diaframma è un muscolo, se questo non si contrae e rilascia, ma resta contratto, vuol dire che rimane abbassato come in continua inspirazione non permettendo di cambiare l’aria e di farne entrare di nuova oltre a quella che c’è.

Quando il diaframma è totalmente abbassato non può abbassarsi ulteriormente; spesso riconosciamo questo momento con la frase “mi sento il cuore in gola” ed in effetti è proprio così, il cuore ed i polmoni vengono spinti verso l’alto dal diaframma dando questa sensazione che spesso capita in caso di stress.

Possiamo notare anche come al mattino abbiamo una voce diversa dalla sera, ipotizzando di aver dormito bene tutta la notta al mattino ci alziamo rilassati e quindi anche le corde vocali, che sono muscoli, sono rilassate, di conseguenza la voce è più calda e profonda rispetto la sera.

Le attività del diaframma sono :

– di carattere energetico, infatti se vi è una respirazione ridotta si va in deficit energetico.

– funzione viscerale: vi sono un sacco di organi al di sotto del diaframma ed ogni volta che questo si contrae e rilascia “impasta” tutti gli organi sottostanti sino al pavimento pelvico ove si trova un altro diaframma, il diaframma pelvico, che risiede nella cavità pelvica all’interno della parte inferiore del bacino ed  anch’esso si contrae e rilascia facendo un movimento a salire e scende a seconda che si inspiri od espiri, a questo punto i due diaframmi impastano tutti gli organi tra essi compresi.

– circolazione: con una buona respirazione anche il sangue circola meglio.

sistema linfatico: è uno dei sistemi naturali di difesa dell’organismo contro le infezioni. E’ costituito da organi linfatici quali il midollo osseo, le tonsille, il timo, la milza ed una serie di linfonodi che sono collegati tra loro da una rete di sottili vasi linfatici. Se vi è, ad esempio, uno scompenso di pressione la linfa va dove c’è lo scompenso.

– postura: quando il diaframma è teso allarga il costato e tira la colonna in avanti.

– natura psicosomatica: in ambito medico è ormai diffusa l’idea che il benessere fisico abbia una sua influenza su sentimenti ed emozioni, ma anche questi ultimi influenzano il fisico, infatti basta guardare una persona triste e notare che non ha la stessa postura di quella felice; il pianto, ad esempio, toglie la comunicazione perché crea tensione muscolare, quindi il diaframma ha anche a che fare con attività psicosomatiche.

La scorsa volta abbiamo parlato della Kundalini, la prossima volta parleremo di come caricarsi, purificarsi e difendersi dalle energie negative.

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Laura Barocci - Operatrice in discipline Bio-Naturali - Partita IVA IT03346200102 - C.F. BRCLRA65S69D969V
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